Zaino da viaggio: Invicta o Quechua?

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Questo post nasce da un dibattito delirante avvenuto in camera caritatis su Skype fra i due autori di questo blog in materia di zaini da viaggio. Sebbene Danilo e la sottoscritta concordino su molti aspetti riguardanti l’organizzazione di un viaggio low cost, questa faccenda rimane alquanto spinosa per entrambi 😀


Mentre io resto fedele al mio mitico e indistruttibile zaino Invicta sopravvissuto a secoli di maltrattamenti iniziati nel 1996 in una scuola media romana, Danilo ha rinnegato le sue origini per un nuovo zaino tanto amato dai transalpini: quel saccone da montagna del Quechua.

Dopo avermi fatto una testa così cercando di intenerirmi con la lacrimevole storia del suo primo zainetto da bancarella che lui stesso rattoppò con ago e filo, il nostro Oliver Twist del taglia e cuci ha cercato (invano) di convincermi che lui usa il Quechua perché “è leggero, comodo, con molte tasche, economico”, aggiungendo, da vero traditore, come “all’estero ti puoi confondere con un francese”.

Non credo occorra spiegare perché io (e migliaia di italiani) continuiamo a colorare gli aeroporti con il nostro zaino Invicta. È pratico, indistruttibile e anche piuttosto brutto, una specie di marchio di riconoscimento degli italiani all’estero. Ma è lo zaino Invicta e non si discute. 

Certo capitò anche a me di tradirlo con un Eastpak da adolescente problematica la cui cerniera lampo saltò via dopo solo un mese...ma dopo qualche anno tornai all’ovile, alla sicurezza di uno zaino che non ti abbandona mai.

Come ha potuto Danilo infischiarsene della propria storia…e del proprio zaino? 😀 

Voi cosa ne pensate? Invicta o Quechua? Qual’è il miglior zaino da viaggio e perché?

Ci farebbe piacere conoscere la vostra opinione in merito 😀

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