ESCLUSIVO! The Passenger intervista Francesco Mandelli dei Soliti Idioti!

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In seguito ad una non facile manovra di avvicinamento subdolamente iniziata con la pubblicazione del post sui video dei Soliti Idioti ;), sono orgogliosa di essere riuscita a intervistare Francesco Mandelli dei Soliti Idioti sul tema del viaggio (e non solo)! :D.

Da dove arriva l’ispirazione per gli sketch di Gisella e Sebastiano ambientati in aeroporto?     

L’ispirazione per gli sketch di Gisella e Sebastiano arriva sempre dalla vita reale, dalla burocrazia ottusa che ingolfa questa vita reale. Secondo noi esplora anche quel fastidioso abuso di potere proprio di chi vittima di una vita monotona passata dietro uno sportello a compiere ogni giorno. Le stesse azioni si rifanno sulla vittima sacrificale di turno rappresentata dal metallaro Sebastiano, mite, educato, mai strafottente. L’aeroporto è uno dei luoghi con più operazioni inutili da compiere per un civile in viaggio. Ci sono mille passaggi e regole che possono renderti la vita difficile.

Come fai a restare serio durante le riprese interpretando personaggi come Ruggero o Il Nichilista?

Restare seri mentre si girano gli sketch è molto difficile. Proprio la scorsa settimana abbiamo sospeso le riprese perché io e Fabri non riuscivamo a finire uno sketch dei litigiosi. Abbiamo dovuto girare i primi piani separatamente, senza l’altro davanti perché era impossibile non ridere. Ma questo per noi e’ sempre un buon segnale. Credo che la gente apprezzi quanto ci divertiamo. Lo sente, sente che siamo sinceri, che c’è’ uno spirito leggero ma anche molto punk in ciò che facciamo e questo li fa ridere, fa da scacciapensieri.

Guardando il personaggio di Sebastiano – che è più vero del vero – si ha la netta sensazione che esista davvero un tizio del genere a cui ti sei ispirato. È vero?

Credo che i metallari, in generale, dietro quell’immagine così aggressiva e scura, siano sempre molto miti, timidi, discreti. Possono ascoltare i Pantera ma chiederti scusa anche solo per averti sfiorato in metropolitana nell’ora di punta. Ma non farli troppo incazzare perché superato il punto di ebollizione fanno un disastro. Sicuramente esiste un personaggio così, io ne ho visti tanti. E’ importante che la gente riconosca tali personaggi della loro vita reale. Ciò che fa ridere di uno sketch è in fondo la verità che ti fa dire: “cacchio, è veramente così che succede!”

Parliamo di viaggi: hai mai perso le staffe ai controlli di sicurezza in aeroporto?

Spesso vorrei evitare tutti quegli inutili controlli all’aeroporto. Non credo servano veramente così come sono. E’ come se fossero solo un modo per romperti fortemente le scatole. Poi in aereo ti danno le posate di ferro con cui uno potrebbe fare un casino a bordo. Spesso chi prende l’aereo di rado è poi impreparato a questo tipo di dinamiche, lo fanno spogliare, gli chiedono persino cosa ha mangiato a colazione. Comunque mi hanno perso la valigia, fatto pagare ogni tipo di sovrattassa, costretto ad aprire borse inutilmente, messo dentro macchine ai raggi x. Soprattutto in USA questo tipo di pratiche ha raggiunto livelli ridicoli.

Il viaggio più interessante che hai fatto negli ultimi anni?

Da quando stiamo lavorando molto con i Soliti Idioti è più difficile fare viaggi lunghi perché praticamente siamo impegnati 365 giorni l’anno. La serie, il film, il tour (che riparte a maggio) ecc.. Ricordo con molto piacere un viaggio in Etiopia di tre anni fa, ricco di spunti sociali e spirituali. Un posto che non dimenticherò mai.

Di cosa non puoi fare a meno quando sei in viaggio?

A parte il passaporto e pochi soldi per sopravvivere direi che posso fare a meno di tutto. Questo è per me il senso del viaggio, lasciare a casa ogni legame o confort. Mettersi alla prova. I miei zaini sono sempre mini. Parto con pochissime cose. L’indispensabile.

Sei un viaggiatore del tipo “zaino in spalla”? Se sì, sei un tipo Invicta o Quechua?

Assolutamente backpacker. Ho uno zaino militare vecchissimo, chiaramente sempre solo bagaglio a mano.

Parliamo di cose serie: dove e come hai imparato a parlà così bene in romano? 😉

Ho lavorato spesso a Roma, e ascoltando ho cercato di capire i perni su cui fa leva il romanesco. L’inclinazione agli accenti l’ho fin da piccolo. E’ come ascoltare una canzone e imparare a suonerla e cantarla.

Ricordiamo a tutti (e a noi stessi) che stasera su MTV andranno in onda i nuovi episodi dei Soliti Idioti :), ringraziamo Francesco per l’intervista, Luisa Bertoldo e Michela Bado per la disponibilità e le immagini, e speriamo di riuscire a braccare al più presto anche Fabrizio Biggio! 😀

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