Un viaggio low cost a Dublino

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Dublino è una città che desideravo vedere da tempo e lo scorso anno, a gennaio, ho realizzato questo sogno.

CON CHI PARTIRE.
Sono partita con alcune amiche da Roma Fiumicino, dopo aver trovato una buona offerta con Aer Lingus… perché non esiste solo Ryanair quando parliamo di Irlanda :)

DOVE DORMIRE.
Abbiamo soggiornato all’Hotel Leeson, in Leeson Street. Potete trovare sistemazioni a costo più basso, ma questo hotel ha una serie di vantaggi e un ottimo rapporto qualità/prezzo. La zona in cui è situato è tranquilla, piuttosto centrale e permette di raggiungere facilmente a piedi Grafton Street, una delle strade più famose e belle della città, tagliando per Saint Stephen’s Green, il grande polmone verde dublinese. Dividendo una doppia con un’amica, ho pagato 30 euro a notte. Il costo comprende la colazione, il bagno in camera, la tv, un piccolo salottino, wi-fi e, una cosa che abbiamo gradito tantissimo: un bollitore. Utilissimo non solo per bere caffè solubile (tra l’altro, ottimo) e tè a volontà, ma anche per le nostre cene low cost, di cui vi parlerò in seguito.

DOVE MANGIARE.
La zona di Temple Bar è famosa per pub e ristoranti. Ce ne sono tantissimi. Però io, di solito, non la consiglio. Proprio per via della sua fama, i prezzi sono più alti e, dato che parliamo di vacanza low cost, magari limitatevi a fare solo una passeggiata e scattare fotografie. Merita sicuramente, ma è a costo zero.
Per un buon pasto e una buona birra, vi consiglio il bar e ristorante O’Neill. Ci sono stata diverse volte in quei giorni e mi sono trovata bene. Per mangiare si può usufruire del self service e prendere un’abbondante piatto a base di carne, contorno e birra, spendendo intorno ai 15 euro. Di giorno è frequentato da impiegati in pausa pranzo, mentre la sera è il classico pub irlandese che si anima con musica o partite in tv. A tal proposito, un piccolo consiglio. Se vi capita, andateci una sera quando c’è una partita di rugby. A me è capitato e mi sono divertita molto, in mezzo al casino pacifico ma caloroso dei tifosi locali.
Per quanto riguarda i pasti serali, ricordate il bollitore di cui vi ho parlato prima? Beh, dalla mia piccola esperienza dublinese, ho notato che i cibi sono piuttosto sostanziosi e la sera bramavo un brodino. Nelle vicinanze dell’albergo c’è un piccolo negozietto di alimentari. Lì ho comprato i ramen in scatola e in albergo ho chiesto una forchetta. Con il bollitore ho scaldato l’acqua e zac, la cena è servita. L’ho gustata seduta comodamente sul salottino della camera, guardando la tv. Certo, non sarà cucina da gourmet ma non è niente male e poi è sicuramente conveniente.

COSA FARE A COSTO ZERO.
Gli artisti di strada in Grafton Street. Ce ne sono tanti. Fare un giro per la via tra i loro piccoli spettacoli e la musica è una cosa che consiglio.
Una bella passeggiata lungo il fiume Liffey. Avrete una bella visuale della città.
La foto ricordo davanti alla statua di Oscar Wilde. Un omaggio doveroso al grande scrittore. Se desiderate visitare la sua casa, non dimenticate di controllare bene gli orari di apertura, altrimenti tornerete tristemente in patria, come me, senza averla visitata. Vabbè, sorvoliamo.
Una camminata in O’Connell Street, una delle strade più grandi d’Europa.
La visita alla National Gallery of Ireland. L’ingresso è gratuito, salvo eventualmente qualche mostra a pagamento.
Immergersi nel Saint Stephen’s Green. Una passeggiata nel verde è sempre salutare e rilassante.

COSA FARE LOW COST.
Dublino è famosa per i tanti pub. Entrare a bere una birra, ascoltando magari musica dal vivo, è un’esperienza da ripetere più volte. Ho perso il conto delle birre bevute.

COSA SI PAGA.
La visita alla Cattedrale di Saint Patrick si paga, sappiatelo. Io sono entrata perché sono curiosa, ma se non siete particolarmente interessati, allora evitate.
Il Castello di Dublino non l’ho visitato, mi sono limitata a un giro nel cortile. Alcuni amici mi avevano sconsigliato la visita, poi si paga la visita guidata e c’è anche da aspettare perché si visita a gruppi. Per cui ho evitato.
Il Guinness Storehouse si paga e non poco, però è una tappa che non può mancare. Un piccolo consiglio, mangiate prima di visitarlo perché, a fine percorso, compresa nel biglietto, vi aspetta una favolosa pinta della famosa birra irlandese. Nel Gravity Bar, all’ultimo piano dell’edificio, si serve solo Guinness e qualche bevanda analcoolica per i minorenni. Nient’altro. Nessun tipo di cibo, neanche le patatine. Per cui, regolatevi voi.

COSE DA SAPERE.
Attenzione a ordinare il pane, solitamente si paga a parte. Ricordo ancora le tre misere fette di pane nero pagate 1,50 euro!!!! Evitate, quindi, di ordinarlo se non è compreso nella pietanza ordinata.
Altra cosa. Se partite raffreddati o comunque se utilizzate tanti fazzoletti di carta, portateveli da casa. Ve lo consiglio vivamente. Gli unici che sono riuscita a trovare erano in carta riciclata, completamente inutili anche per asciugarsi le mani, figurarsi per soffiarsi il naso! Ho girato negozietti di diversi quartieri, supermercati trovando solo quelli e persino nel Stephen’s Green Shopping Centre, il grande centro commerciale situato vicino al parco, ho girato a vuoto. Sono stata costretta a comprarli in farmacia alla modica cifra di 1,70 euro. Fatevi due conti e capirete che questo scherzetto può farvi sballare il budget low cost. Quindi occhio, partite ben muniti se siete raffreddati.

SOUVENIR & ALTRI DEMONI.
Se proprio non sapete resistere e non riuscite a farne a meno, il posto adatto per souvenir di ogni tipo è Carrolls. Si trovano oggetti di tutti i tipi, anche a pochi euro. E’ quasi impossibile resistere alla tentazione di comprare qualcosa. Però io ve lo sconsiglio, non tanto per una questione di budget, quanto perché comprare prodotti “tipici” made in China è un controsenso bello e buono. Meglio farsi un giro nei negozi veramente tipici, come quelli di musica irlandese o quelli che vendono maglie e sciarpe fatte con lana irlandese. Anche senza comprare nulla, ne vale la pena.

About Alessia

Scrittrice per vocazione, viaggiatrice per passione. Scrivere di viaggi, per lei, è il connubio perfetto.